LA DOMENICA DELLE PALME

Con la Domenica delle Palme o più propriamente Domenica della Passione del Signore, inizia la solenne annuale celebrazione della Settimana Santa, nella quale vengono ricordati e celebrati gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù, con i tormenti interiori, le sofferenze fisiche, i processi ingiusti, la salita al Calvario, la crocifissione, morte e sepoltura e infine la sua Risurrezione.
La Domenica delle Palme giunge quasi a conclusione del lungo periodo quaresimale, iniziato con il Mercoledì delle Ceneri e che per cinque liturgie domenicali, ha preparato la comunità dei cristiani, nella riflessione e penitenza, agli eventi drammatici della Settimana Santa, con la speranza e certezza della successiva Risurrezione di Cristo, vincitore della morte e del peccato, Salvatore del mondo e di ogni singola anima.
Qui la folla numerosissima, radunata dalle voci dell’arrivo del Messia, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, e agitandoli festosamente rendevano onore a Gesù esclamando “Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nell’alto dei cieli!”.
A questa festa che metteva in grande agitazione la città, partecipavano come in tutte le manifestazioni di gioia di questo mondo, i tanti fanciulli che correvano avanti al piccolo corteo agitando i rami, rispondendo a quanti domandavano “Chi è costui?”, “Questi è il profeta Gesù da Nazareth di Galilea”.
La maggiore considerazione che si ricava dal testo evangelico, è che Gesù fa il suo ingresso a Gerusalemme.
Il racconto della Passione viene letto alternativamente da tre lettori rappresentanti: il cronista, i personaggi delle vicenda e Cristo stesso. Esso è articolato in quattro parti: l’arresto di Gesù; il processo giudaico; il processo romano; la condanna, l’esecuzione, morte e sepoltura.
Al termine della Messa, i fedeli portano a casa i rametti di ulivo benedetti, conservati quali simbolo di pace, scambiandone parte con parenti ed amici. Si usa in molte regioni, che il capofamiglia utilizzi un rametto, intinto nell’acqua benedetta durante la veglia pasquale, per benedire la tavola imbandita nel giorno di Pasqua.
Per la Chiesa Cattolica, il Venerdì Santo è il primo giorno del Triduo Pasquale. Come nel Mercoledì delle Ceneri, i fedeli dai 14 anni di età sono invitati all'astinenza dalla carne (sono ammessi uova e latticini), e quelli dai 18 ai 60 anni al digiuno ecclesiastico, che consiste nel consumare un solo pasto (pranzo o cena) durante la giornata (è ammessa, oltre a questo, una piccola refezione). Il digiuno si compie in segno di penitenza per i peccati che Gesù è venuto a espiare nella Passione, ed assume inoltre il significato mistico di attesa dello Sposo, secondo le parole di Gesù; lo Sposo della Chiesa, cioè Cristo, viene tolto dal mondo a causa del peccato degli uomini, ma i cristiani sono invitati a preparare con il digiuno l'evento gioioso del suo ritorno e della liberazione dalla morte; questo evento si attua non solo nel memoriale della sua resurrezione, la domenica di Pasqua, ma anche nella continua venuta del Signore nel cuore dei fedeli che sono pronti ad accoglierlo e a morire con lui al peccato per risorgere ad una vita nuova, e infine nell'ultima venuta di Gesù nella gloria alla fine dei tempi. Nella sera si svolge la processione con la Madonna Addolorata, e gesù morto, portate a spalla dalle persone.
La giornata, come tante altre feste religiose, inizia con la solita mattutina "alborata", e in ogni parte del paese si odono spari di mortaretti, accompagnati dal suono delle campane che annunziano il giorno di gioia.

Poco prima delle ore 9:30 appare, portata a spalla da forzuti giovani, la splendida Vara di San Michele, che con la sua luccicante spada sguainata e adornato di bellissimi fiori , fai il giro del paese per annunciare che sta iniziando l'incontro.
In una traversa si trova già in attesa la Madonna, ancora coperta da un manto nero. Infine, di corsa, arriva davanti a Lei San Michele, che con tre solenni inchini annuncia "lu Risursitu"di Gesù Cristo, mentre uno dei fedeli pronuncia tra l'applauso generale la frase:"Maria, vostru Figliu abbriviscì"
Ed ecco il momento più solenne, l'Incontro vero e proprio. Per ben tre volte si vede la Madonna dondolare e inchinarsi fin quasi a baciare i piedi del Figlio, che a sua volta, lascia trasparire una grande sensazione di gioia, con appropriati movimenti ondulatori e sussultori, mentre alle note della banda si uniscono gli scroscianti applausi della gente commossa ed al tempo stesso felice.
l'Incontro si conclude con una breve processione, che attraversava il paese , dopodiché le tre Vare rientravano nella Chiesa.





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